La newsletter di Penny Market

Penny Market è una catena di negozi hard discount presente un po’ in tutta Italia che però, investendo molto poco in comunicazione, non è nota quanto i più famosi competitor.

 

pennyhome.jpgCome tutti gli HD, è però molto frenetica su internet. Il sito web di Penny è sempre aggiornato con le ultime promozioni e, al pari degli altri, utilizza il non food come traino principale per catalizzare l’attenzione verso l’insegna anzi, a livello di navigazione, nel menu separa proprio le offerte alimentari da quelle non alimentari.

 

Il non food è anche di marca: qui di fianco l’offerta di oggi con videocamera samsung che però online viene venduta mediamente a 10 euro in meno dell’offerta promozionata; forse è da rivedere la logica di pricing sul pubblicizzato online… E’ interessante comunque il metodo utilizzato per la vendita di questi articoli: la prenotazione. Questo fa si che i piccoli magazzini di Penny non si debbano ingolfare di stock e ordinino solo lo stretto necessario.

 

Il sito è un po’ bulgaro ma è quello mi aspetterei da un discount.

 

Penny fa un uso strategico anche della newsletter. Questo strumento, come abbiamo visto in altri episodi, è davvero strategico per una società che vive di promozionale. Ci sono un paio di cose però che non mi convincono:

  • il mittente: si usa come alias “office” e il mittente è office@pennymarket.it; informazioni che non aiutano a stimolare l’attenzione; c’è newsletter penny.jpgda ricordare sempre che le email non arrivano già aperte e il mittente è uno dei due campi decisivi per stimolare la curiosità e far aprire la mail al cliente.
  • il titolo: “La newsletter di Penny del 30 luglio” innanzitutto titoli sempre uguali rischiano penalizzazioni dai mail admin, in seconda battuta, il titolo è l’altro campo fondamentale per creare aspettativa e spingere il destinatario alla prima interazione. Se vi bussassero alla porta dicendovi senza ulteriori specifiche: “sono una persona, aprite” oppure vi bussassero alla porta dicendovi: “sono il fioraio, ho un mazzo di fiori regalo da consegnare” a chi dei due aprireste?
  • l’intestazione, o header, è la parte alta della newsletter: la prassi ci ha insegnato a cliccare li per raggiungere immediatamente la home page del sito che ci sta comunicando qualcosa. In questo caso l’header non ha link, è una immagine inattiva. Il link alla home è nel footer (parte bassa) dove invece tutti si aspetterebbero link per la cancellazione e frasi sulla tutela della privacy e policy aziendali.
  • l’introduzione: personalmente non gradisco l’introduzione da un commerciante che deve vendermi qualcosa, fammi vedere cosa hai e io decido. La GD però usa spesso l’introduzione, un po’ per rompere il ghiaccio, un po’ per sembrare meno impersonale. In questa intro si parla dello speciale fai da te e dello speciale bibite, con tanto di immagine. Entrambi però non hanno un link: il messaggio che trasferiscono è “vatteli a cercare se ti interessano”. Poi, vedendo le immagini più sotto, in realtà ti accorgi che sono le immagini a fornire l’ancora alle relative sezioni. In questo caso credo che la scelta sia ponderata; si è voluta sacrificare l’usabilità a favore del tracciamento: se infatti ho più link all’interno della stessa mail che puntano a medesime pagine, come faccio a sapere e ponderare quale di questo è stato più efficace? in realtà ci sono modi anche molto semplici per agevolare questa operazione… uno tra tutti, mettere alla fine del link il #1 dove con 1 si intende un numero a caso, l’url di atterraggio resta alla stessa, ma i sistemi di tracking riescono così a capire quale parte della mail ha generato il click.
  • i prezzi del non alimentare: ricordatevi che la comparazione prezzi è un click con il web. Già l’insegna non mi trasferisce l’idea di uno specialista di cui mi posso fidare sulla tecnologia. Se in più ciò che vende ha un prezzo più alto di altri siti web anche più autorevoli come reseller di high tech, perchè dovrei fiondarmi a prenotare su pennymarket.it? La console della WII, in questo caso, è infatti a un prezzo un po’ alto rispetto all’attuale mercato. Se non si riesce a garantire competitività, allora forse è meglio fare come Lidl, che propone articoli impossibili da comparare.

Carina, anche se comunicata nel solito modo spartano, la possibilità di inotrare la mail a un conoscente attraverso un link a un form online che permette di inserire anche un messaggio per poter spiegare perchè la si sta inoltrando.

C’è ancora molto da lavorare sul fronte contatto diretto, però ci vedo tanta buona volontà.

 

La newsletter di Penny Marketultima modifica: 2009-07-30T09:55:00+02:00da webmarketer
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