GDO vende viaggi, si esce dal core business?

La Grande Distribuzione, da sempre ha fatto leva sul fatto di godere di superfici di vendita ad alta pedonabilità e per questo ha tentato di massimizzare le alte possibilità di contatto, aggiungendo alla vendita di articoli sempre più servizi e attività anche al di fuori del reale core business.

 

Col tempo, nei magazzini, abbiamo assistito al lancio di partnership con istituti di credito al consumo, assicurativi, Autostrade, Municipalizzate, Lottomatica e chi più ne ha più ne metta. Evidentemente anche la vendita di questi servizi risulta molto profittevle.

 

Su internet la strada percorsa è diversa. Tralasciamo per un attimo l’annosa questione dell’arretratezza del comparto retail in questo ambito; d’altra parte, in partnership di questo tipo si potrebbe chiedere proprio al partner di sviluppare tecnologicamente la vendita del servizio sul web e sfruttare know how ben più evoluti. No, la GDO sembra essersi focalizzata su servizi ben precisi nell’on line: lo sviluppo delle foto e i viaggi.

 

E’ proprio dei viaggi che vi voglio parlare oggi. Gli esempi sono tanti:

 

SMA con SMART Vacanze

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Iper con Vantaggi Travel

 

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E questi solo per citarne alcuni.
Ma perchè la GDO ha giocato così largamente la carta dei viaggi?
Le risposte secondo me sono da ricercare in due concetti chiavi per la grande distribuzione: percezione del prezzo e profitto.
Il primo assunto è uno dei cardini che possono fare la fortuna o meno di qualunque catena. La frequenza e fedeltà a ciascuna insegna dipende in gran parte da come il cliente percepisce il posizionamento sui prezzi di questa. Spesso si sente dire vado alla XXXXX perchè costa molto meno… ebbene, si sa, i viaggi in rete costano molto meno di quelli in agenzia e sicuramente da questo se ne può trarre beneficio in termini di immagine.
L’altro punto è il profitto.Nell’amletico dubbio se valga la pena investire internamente per allestire un ecommerce sui propri prodotti in cui non si crede poi ancora tanto, la soluzione di un ecommerce co-brand con specialisti in viaggi è sicuramente la strada più veloce da seguire. Se poi ci mettiamo che si tratta di viaggi, i ritorni sono pressochè garantiti da un mercato che continua a crescere a cifre spaventose.
Secondo il report dell’osservatorio del politecnico di Milano sull’andamento e-commerce b-to-c, il settore del turismo è cresciuto rispetto all’anno precedente in termini di fatturato del 62% nel 2005, 66% nel 2006, 88% nel 2007, 21% nel 2008. Insomma, un business che funziona proprio e ha trovato nel web il suo ambiente naturale.
Da una indagine di Casaleggio Associati : la vendita online di viaggi e vacanze vale il 50% del mercato e-commerce in Italia, ha oltre 8 milioni di ordini l’anno per un ticket medio di 355 €.
Insomma, tradotto: sull’e-commerce non ci investo un soldo, ma se internet riesce a portarmi fama e ricchezza, forse che forse, l’occhiolino potrei cominciare a strizzarlo….

GDO vende viaggi, si esce dal core business?ultima modifica: 2009-07-24T15:13:00+02:00da webmarketer
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