Elementi di 2.0: Emmelunga, Carrefour, Esselunga, Mediaworld, etc…

Un po’ tutti stanno sbocconcellando qua e la coi vari social network.

 

Le catene di mobili sono forse state le prime: Ikea che tramite facebook ha lanciato dapprima la sua pagina ufficiale poi l’iniziativa Italia in ordine, con il quale fa interagire anche contributi di youtube e twitter: 1050 fan nel primo caso e qualche centinaio nel secondo. Certo, non sono cifre folli, ma dimostra buona volonta, fiducia nel nuovo e una certa predisposizione al dialogo col cliente.

 

Poi si è data da fare anche Emmelunga, sempre su Twitter, con dialogo aperto con 350 follower a cui è seguito un flusso su Friend feed e poi Facebook, ma con poco seguito.

 

Mediaworld ha abortito facebook: aperto ad ottobre, ben 3.000 fans, ma poi più nessun aggiornamento… un po’ un peccato. La stessa fine su Facebook l’ha fatta COOP Italia. Ad aprile Esselunga ha aperto un microblog su Twitter con meno di 50 follower, e anche Carrefour, nello stesso periodo, ha aperto il suo cinguettio con poco oltre 100 sottoscrittori. In questi due ultimi casi però la comunicazione è unidirezionale e questo tradisce una vecchia concezione del modo di comunicare coi propri clienti, agli antipodi del 2.0, in cui c’è un’azienda che parla e tutti ascoltano. Ora non è più così. Il consumatore sa che ha la possibilità di esprimere un giudizio, di dire quello che pensa e di sostanziare e argomentare la propria percezione non solo dei marchi, ma anche dei servizi e della qualità delle Insegne. Forse è giunto il momento un po’ per tutti per ascoltare questi consumatori e cercare di capire cosa serva loro e dove lo cerchino. Perchè, si badi, non è vietandogli di parlare sul vostro territorio che gli cucite la bocca, anzi il WOM conseguente sarà forse ancora più fragoroso.

 

Altra cosa sono invece i gruppi spontanei e/o di protesta, come questo di Carrefour, e comici, come questo di Auchan ma per questi c’è tempo per un’altra pensata…

 

Cmq siamo agli inizi e di tempo per provare ce ne è ancora relativamente tanto. Bisogna solo avere un po’ più di coraggio e un po’ più di mente aperta alle innovazioni che stanno cambiando il modo di intendere le relazioni sociali in questo nuovo millennio.

 

Elementi di 2.0: Emmelunga, Carrefour, Esselunga, Mediaworld, etc…ultima modifica: 2009-06-15T15:54:00+02:00da webmarketer
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3 pensieri su “Elementi di 2.0: Emmelunga, Carrefour, Esselunga, Mediaworld, etc…

  1. Esprimo il mio apprezzamento, in qualità di Responsabile Marketing di Emmelunga, per questo post, così interessante. Sarebbe bello poter avere un Osservatorio, che possa mettere a fattor comune le esperienze di tutte le insegne della GDO, di fronte ai Social Network. Ancora meglio, averlo per ogni settore! Nell’esperienza della mia azienda, le attività su Facebook, Twitter e Fried Feed hanno avuto riscontri eccellenti in termini SEO (basti osservare questi risultati http://tdamarketing.wordpress.com/2009/06/08/social-network-seo-e-reputazione-aziendale/#comment-9) . Avevamo anche iniziato i primi contatti bidirezionali con i nostri visitatori/clienti/amici. Purtroppo il “cultore”, anche nel senso di cura, del volto web dell’azienda ricopre ora mio malgrado un altro incarico. Questo spiega la frenata. Tengo a ribadire il fermo impegno, personale, e dell’azienda, su questo fronte che, spero, a breve, di poter iniziare nuovamente ad alimentare. Noto tuttavia con rammarico ancora molta diffidenza e miopia verso i Social Network. Come tutti i progetti aziendali, anche questo richiede una sponsorship progettuale da parte dei vertici, ancor prima che economica, purtroppo molto difficoltosa da ottenere. Spero di poter portare a breve qualche altra interessante testimonianza. Martina

  2. Buongiorno.Vorrei segnalare un interessante accadimento. Con la recente ripresa delle attività sui social network, abbiamo ricevuto un’interessante contatto da una scuola di lingue straniere, la quale ci ha chiesto di utilizzare alcuni materiali di comunicazione, a supporto dell’insegnamento delle lingue. Stiamo osservando come anche piccole iniziative possano fare marca. Qualcuno sa segnalare casi simili?

  3. Ciao Martina, io lavoro nel marketing di una delle catene citate ogni tanto in questo blog.
    A noi capita spesso di ricevere richieste di fornitura di materiali di studio per scuole medie o superiori ma ahime, anche se sul web facciamo molto, non ci è mai arrivata nessuna richiesta di informazioni di carattere didattico relativamente a queste attività.

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