Allo IAB non si accenna alla GDO

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Non potevo mancare allo IAB Forum di quest’anno. Tantissimi spunti interessanti, addirittura per il settore per cui opero io, che di solito non fa molta “scena”, ma come sempre nulla in merito alla Distribuzione o vendita al dettaglio.

Sono sempre più convinto che osservare questo settore da vicino aiuterà un po’ tutti a comprendere l’approccio al fenomeno Internet in Italia per le grandi aziende organizzate di vecchio stampo.

 

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Un unico  accenno lo fa Paolo Duranti – Managing Director Nielsen Media Southern Europe – nel suo intervento in plenaria dal titolo “Internet: si può fare di più”.

Traendo spunto dall’indagine Nielsen AdEx, Commerciale Nazionale, Gen-Ago’08, Escluse Tv Sat e Cards, Duranti cita la percentuale di investimento nell’online dei vari settori rispetto al resto del budget di comunicazione:

 
ABBIGLIAMENTO 1,1
INDUSTRIA/EDILIZ./ATTIV. 1,2
BEVANDE/ALCOLICI 1,7
ALIMENTARI 1,9
CURA PERSONA 1,9
DISTRIBUZIONE 2,3
INFORMATICA/FOTOGRAF. 4,1
ENTI/ISTITUZIONI 5,1
TURISMO/VIAGGI 5,8
TEMPO LIBERO 6,1
MEDIA/EDITORIA 7,1
SERVIZI PROFESSIONALI 7,8
AUTO 9,4
TLC 14,7
FINANZA/ASSICURAZIONI 15,2

 

Mi ha colpito la percentuale del 2 e 3, superiore all’abbigliamento ad esempio, ma lontanissima da quel 6,7% di media in Italia (comunque basso rispetto a UK, GER, FRA, SPA e Paesi Nordici) allocato dai top 100 spender pubblicitari.

 

E’ un po’ come un cane da caccia, che sta fiutando la preda ma è indeciso se risparmiare le proprie forze o tentare la sortita, soprattutto in un momento di vacche magre.

 

A proposito di vacche magre, nella stessa presentazione si ricollega il coraggio dei retailer che si sono lanciati nel digitale a tutti gli effetti e quelli che stanno ancora alla finestra coi risultati in termini di vendite nel canale virtuale.

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Non si fanno nomi, ma in realtà ci vuole ben poco per individuarli, tuttavia si mette in relazione chi ha aperto le porte all’e-commerce, 8 operatori, e chi è rimasto sul canale tradizionale. A suon di cifre, l’e-commerce ha potato una piccola boccata di ossigeno, la quota totale degli acquisti online è ancora ben poca cosa, ma cresce anno su anno, mentre la vendita a scaffale, perde anno su anno. Ragione in più per cominciare a investire online, accaparrarsi ora le quote di utenza da fidelizzare e distaccare i timidi. Più si tentenna, più sarà difficile per i grandi gruppi distributivi ritagliarsi la quota di mercato che rifletta quella del canale offline. Soprattutto se i pure player dell’e-commerce riescono a conquistarsi la fiducia incondizionata della clientela.

 

Allo IAB non si accenna alla GDOultima modifica: 2008-11-09T23:33:00+01:00da webmarketer
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