Iper bacheca annunci della grande I

Anche se in rete non si fa sentire tanto a suon di campagne pubblicitarie quanto Mediaworld, Unieuro e Carrefour, Iper ha investito in casa propria un po’ di quattrini sul proprio sito web.

Sicuramente dei player online, Iper è stata trai primi a sviluppare concetti collaborativi tra utenti. Un esempio calzante è la bacheca degli annunci.

Dopo il recente rifacimento del sito, questo spazio è stato invero sacrificato, finendo in una posizione defilata della home page, ma non è scomparso. Probabilmente le logiche di profittabilità commerciale hanno fatto sì che il contenuto UGC fosse solo un veicolatore di traffico ma le argomentazioni commerciali occupassero, come è logico che sia, tutte le posizioni dominanti del sito.

In questa sezione, gli utenti, solo se registrati, possono inserire degli annunci per vendere il loro usato, in svariate tipologie merceologiche, compresi quelli poco attinenti alla grande distribuzione (offerte di lavoro, immobili, animali). Tutti possono leggere l’incipit delle offerte, ma per avere gli estremi dell’inserzionista o vedere la foto dell’oggetto è necessario registrarsi. Non è invece possibile sapere in nessun caso la data dell’annuncio e quindi immaginare se è ancora valido o no. Tutti gli annunci sembrano essere moderati.

Beh l’idea non tira fuori nulla di nuovo. Eppure ci sono molte  inserzioni in ogni categoria (certo si potevano numerare… vabbeh).

Ma allora perchè la gente partecipa così attivamente? Certo non c’è un intermediario da pagare come nel caso di Ebay o dei siti dei vari secondamano o baratto, ma la visibilità sicuramente è inferiore e quindi anche le possibilità di piazzare l’oggetto.

Allora cosa spinge la gente a postare? Sicuramente una piccola fetta degli inserzionisti sarà ultrafedele oltranzista al marchio della catena ma sarà una numerica esigua. Forse allora può essere stata spinta da una comunicazione particolarmente aggressiva in store?

Mi verrebbe da pensare che Iper abbia usato i potenti mezzi pubblicitari offline (dal momento che online non può competere con gli specialisti): i volantini o il materiale POP. Qualunque sia stato il miele che ha attirato le api, ad ogni modo  gli annunci di Iper sembrano registrare un gran seguito di utenti.

Ma perchè?

Perplesso, mi fiondo allora a vedere se i singoli annunci, che magari sono li da secoli non essendo datati, generano posizionamenti validi sulle SERP. Copioincollo parti di testo e cosa scopro? su 22 annunci a caso 10 sono presenti uguali uguali sul sito Subito.it , altri 8 su Kijiji, portale del gruppo eBay, solo 4 realmente inserimenti ex novo da utenti Iper, come ad esempio lo spremipomodoro elettrico.

Ok quindi, magari gli utenti zelanti hanno copiaincollato la loro inserzione su più siti, nulla di male, lo farei anche io se volessi liberarmi di oggetti inutili che spero di rifilare a qualcuno, tuttavia solo 1/5 sono inserzioni “uniche” su Iper. Come prenderà Google questo continuo ripetersi di testo da siti il cui core business è proprio lo scambio tra utenti e il sito Iper dedito a tutt’altro? Troverà incoerenza semantica?

Una risposta ce la può dare ad esempio questa query: Enciclopedia sulla cucina composta in 9 volumi

Subito.it appare primo nella SERP, Iper invece…. non è nelle prime 5 pagine (e dubito che sia nelle seguenti). 

Iper bacheca annunci della grande Iultima modifica: 2008-10-20T15:16:00+02:00da webmarketer
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