La multicanalità paga allo scaffale?…

… è questo il titolo del convegno che si è tenuto oggi al Politecnico di Milano.

Tante le tematiche, davvero interessanti, che si sono trattate. Tra tutte, mi ha colpito un intervento di Giovani Pola, marketing & sales di Connexia, sul tema: l’impatto della multicanalità nelle strategie delle media agency.

Con multicanalità si intende come il consumatore moderno giunga alla sua decisione d’acquisto attraverso una maggior e differenziata esposizione ai media, con un approccio più interattivo che passivo sulla comunicazione e la ricerca di informazioni.

Al centro della presentazione di Pola c’è proprio l’approccio al web 2.0 da parte delle aziende. Anche in questa occasione il messaggio che si è voluto lasciar passare è che le aziende non possono ignorare l’evoluzione. Il marketing online ben presto si troverà a dover competere sul terreno del 2.0 prima o poi. Ma quel poi significa che se l’azienda si dovesse cimentare nel social networking, quando lo farà, avrà come main competitor non i brand con cui per anni si è scontrata nell’offline, ma miriadi di community nate con il solo intento di condividere esperienze.

E queste perchè mai dovrebbero abbandonare il loro campo amico per scambiare informazioni su uno spazio creato da una azienda, quindi implicitamente pilotato e gestito da un Grande Fratello?

L’azienda dovrà essere molto più attrattiva, offrire qualcosa che i gruppi di appassionati non possono offrire, per convincere l’utente che si può fidare e che può anche giocare su un campo sponsorizzato, in cui lo sponsor è anche l’arbitro, il giornalista che dà i voti e l’allenatore che ti dice come devi giocare.

L’azienda allora ha pochi ma precisi strumenti per convincere l’utente a giocare questa partita nel proprio stadio:

  • Condividere il brand: mettere l’utente in condizione di esprimere il suo parere anche sl brand, incondizionatamente
  • Facilitare le relazioni: non mettere alcun ostacolo alla collaboratività della community
  • Apertura ai social media: permettere la diffusione dei contenuti e lo spostamento dei temi di discussione anche su altri terreni di gioco, integrandosi totalmente con le altre community
  • Fornire un servizio a valore aggiunto: chi partecipa a una community sotto l’ombrello di un brand, deve avere un ritorno, una gratificazione di qualche tipo affnchè sia stimolato a interagire in modo positivo e costruttivo.

Condivido totalmente, ma tornerò prossimamente su questi argomenti per approfondirli meglio e valutare pro e contro.

 

La multicanalità paga allo scaffale?…ultima modifica: 2007-11-15T23:40:00+01:00da webmarketer
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